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L'arancia meccanica che ti scalcia dietro il seno.

giovedì 3 novembre 2011

Non ti muovere (6 ottobre 2008)

Non ti muovere, mio signore amato.
Ogni convinzione è una perdita, ogni atto è tremenda violenza, solo l’immobilità continuamente trasporta.
Siamo languide pozzanghere che incertezza riflettono
lame di carne nel buio che incidono plastiche ombre
siamo feroci ferite impresse nel ventre del cuore.
 
Non ti muovere.
Esattamente lì dove sei ti voglio guardare.
Tra il taglio e l’uscita del sangue.
Sulla pelle che incido ogni giorno scrivendo il tuo nome.
 
Non ti muovere.
Esattamente lì dove guardi mi voglio ferire.
Sotto i tuoi pugni di giada senza gridare.
Regalo ultimo di questa autoinflitta miseria.
 
Non ti muovere, mio signore amato.
Non esorcizzare questo dolore comune.
Piuttosto colpisci di nuovo questa carne che lacrima.
 
Non ti muovere perchè è così che ti voglio ricordare.
Come trillo di angelo, come taglio nel vetro.
 
Non ti muovere.
Ascoltami.
 
…dopo tante parole ci sono anche grandi silenzi. e questa quiete feroce che mi stringe le gambe e non mi fa muovere. per giorni non ho avuto nulla da dire. o ho dolo fatto finta di non averne. ma tu, che sei il mio silenzio, vai pronunciato con un dito sulle labbra. accetto questa incertezza con terribile quiete. con questa quiete terribile che ha deciso di avvolgermi e mi stringe la lingua tra i denti. continuo a seguire il flusso dei giorni senza attendermi nulla. vigilo sui passi della mia vita come su quelli di un infante…passa il silenzio, sui miei occhi assopiti. passa il tuo silenzio. ma non smanio in attesa di segni, non più. ho imparato la pazienza dei cani. e ti ascolto, ascolto il tuo silenzio, passare in sussurri di vento…ieri mi hanno guardata lungo, come se appartenessi a chiunque di loro. gli altri, ignari, non sapevano di questo silenzio che riempie tutti i miei vuoti…Nell’ombra del tuo mancato respiro, attendo…
D’improvviso, è come se tutti i miei pensieri fossero diventati granelli di sabbia, piccoli piccoli, e tu te li stessi facendo scivolare lungo le dita.

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  • - Sai che sei carina? come un orsacchiotto che cerca il miele! (D.)
  • - Ma sei tu che trovi i musicisti, o sono loro che trovano te? (A.)
  • - Ok...hai trovato la tua strada (S.)
  • - Sei un'artista così sopraffina (B.)
  • - Oppure potrei stare in silenzio e ascoltarti oppure potremmo stare in silenzio tutti e due solo a guardarci e avere la migliore discussione che abbia avuto (St.)
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